Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sulle pagine di questo sito. Per vedere quali cookie utilizziamo e quali sono di terze parti visita la nostra pagina dedicata. Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

1arena 2XXVAPRILE

Ieri, nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 ottobre 2017, la sala riunioni del Comitato FIDAL Milano presso l'Arena Civica ha ospitato la presentazione del libro "Soffri ma sogni - Le disfide di Pietro Mennea da Barletta" (Stilo Editore), opera del giornalista Stefano Savella, organizzata in collaborazione con il CUS Pro Patria Milano.

Savella, giornalista di Barletta classe 1982, come tutti i barlettani è debitore del mito del loro concittadino più illustre. Di qui l'inevitabile incontro, seppur a distanza, con il più grande atleta italiano di sempre. L'opera di Savella affronta in poche pagine (144) l'intensa vita di Mennea, dagli esordi al primato mondiale, dedicandosi anche alla vita professionale e politica seguita al ritiro dalle corse. Di più sul libro non possiamo dire, non avendo lo scrivente tra le mani neppure una copia del volume.

 

L'incontro ha però virato presto verso la chiacchierata tra il giovane autore e il pubblico, tra i quali figuravano molti che Mennea lo hanno visto e incontrato personalmente. Quasi un ribaltamento di posizioni tra il giovane autore e gli anziani uditori. Al tavolo dei relatori anche il presidente del CUS Milano Alessandro Castelli, conoscenza di lungo corso della "freccia del sud", e l'olimpionico Mauro Zuliani, compagno di staffetta di Mennea ai Giochi di Mosca. Proprio dall'architetto Zuliani, oggi anche Referente FIDAL per i progetti in ambito paralimpico, il ricordo e le parole più toccanti. 

"Cosa racconto oggi della nostra vita insieme a Pietro? Oggi è più importante quel che lui ha lasciato a noi. Pietro per noi atleti era un fratello maggiore, non un amico con cui si scherza. Era sempre separato da noi, sempre concentrato su altro. Ma come un fratello, ti faceva sentire il suo peso, il suo aiuto. Lui ci aiutava nelle staffette, ci rincuorava e noi ci sentivamo più sicuri. Ricordo ancora l'emozione di quando lo incontrai per la prima volta a Formia e lo stupore nello scoprire che già sapeva il mio nome.

Pietro ha combattuto da uomo pulito. Noi andavamo disarmati contro quella gente, gli imbattibili americani e l'Europa dell'est dopata. Oggi mi rimane quello scorcio di vita pasato con una persona che ci ha lasciato un ricordo e un fardello da portare".

Nella foto, da sx: Alessandro Castelli, Stefano Savella, Mauro Zuliani, il presidente di FIDAL Milano Paolo Galimberti

SOFFRI MA SOGNI

DAVI.VIGA.

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