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Da pochi giorni, terminate le vacanze natalizie, per tutti c'è stato il ritorno alle solite attività quotidiane, ma per qualche atleta no. Aerei in volo in direzione Stati Uniti d'America per due atleti milanesi, pronti a vivere una nuova esperienza universitaria sportiva.

Klaudio Gjetja FidalPrimo Natale a casa dopo l'inizio della sua vita americana per Klaudjo Gjetja (Pro Sesto Atletica), 21 anni a marzo, che da settembre vive a New York dove frequenta la prestigiosa Università di Princeton. Niente scout né agenzie di intermediazione per il suo ingresso, ma una autocandidatura che ha convinto la dirigenza scolastica. Certo hanno pesato sul suo curriculum sportivo da 400ista (pb 47.09) i due ori junior Mondiale ed Europeo nella staffetta 4x400, ma a Princeton questo non è sufficiente.

"Ci sono tanti atleti di molti sport qui, ma non abbiamo molte agevolazioni come in altre università: i professori sono solo un po' più comprensivi nei nostri confronti" ha spiegato il velocista che ha studiato al Liceo "Tosi" di Busto Arsizio. Niene borsa di studio sportiva quindi, ma solo una scelta fortemente ponderata e voluta. "Ho sempre avuto il pallino dell’America, ma volevo studiare in uno dei college più importanti. Ho insistito io, ho iniziato a candidarmi prima ancora dei Mondiali junior del 2018. Mi sono impegnato molto per superare i test di lingua richiesti, il Toefl e il Sat".

Per lui ora un anno "esplorativo" prima di scegliere l'indirizzo di studi (economia?), con tanti allenamenti e gare da fare. "Il loro metodo è tutto diverso ma gli allenatori mi vengono incontro. Non faccio tanti pesi, soprattutto sono cambiati i tempi di recupero: tante prove e poco recupero. Ora mi aspettano le indoor, sono previste dall'università: non le amo ma le farò come allenamento". Oltre allo sport, per l'atleta cresciuto da Massimo Sartorelli, c'è la vita quotidiana da cambiare dalle fondamenta. "Qui la vita è diversa, tutto un altro mondo. Sto imparando a vivere con altri in un'altra lingua, il vero problema è il cibo. C’è sempre un po’ di nostalgia di casa, ma tireremo somme alla fine dell’anno. Per ora va bene".

riccardo mugnosso lisbonaChi invece deve ancora scoprire tutto dell'America è Riccardo Mugnosso (Vis Nova Giussano), da pochi giorni trasferito nell'Idaho dove prevede una permanenza di due anni alla Boise State University. Storia diversa quella del 23enne brianzolo, arrivato a correre la mezza maratona in 1:03.20 sotto la guida di Alessandro Simonelli.

Il forte mezzofondista, argento a squadre agli ultimi Europei di cross tra gli under 23, ha già in tasca una laurea triennale in Scienze Motorie e negli Usa si specializzerà in chinesiologia. Per lui, la decisione di partire è arrivata piuttosto in fretta. Proposte e offerte da università americane non sono mancate in questi anni, ma Riccardo ha sempre declinato gli inviti per gli impegni universitari in Italia. La svolta è arrivata nello scorso mese di luglio. 

"Nel 2019 mi sono impegnato davvero tanto. Ho migliorato tutti i miei primati nei 5000 metri (14:15.73), 10mila (29:37.49) e mezza maratona (1:03.20). Avevo 5 minimi per i tre principali appuntamento dell’anno: Coppa Europa, Europei under 23 e Universiadi, però alla fine non è arrivata nessuna maglia azzurra. La delusione è stata tanta, ho addirittura pensato di smettere”.

Nessuna proposta di arruolamento militare per lui, ma ecco arrivare quella sportiva-istruttiva ideale dalla Boise University. Si allenerà con altri validi fondisti sotto la guida dell'head coach Corey Ihmels, I programmi stagionali sono già chiari: “L’obiettivo è la finale Ncaa e poi un posto in nazionale nella mezza maratona dei Campionati Europei di Parigi".

In bocca al lupo ragazzi!

DAVI.VIGA.

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