Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sulle pagine di questo sito. Per vedere quali cookie utilizziamo e quali sono di terze parti visita la nostra pagina dedicata. Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

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arena civica1E anche questa volta ci abbiamo messo una pezza. A meno di 48 ore dalla comunicazione del Comune sulle programmate ma improvvise chiusure dell’Arena Civica, per la concomitanza con altre manifestazioni sportive, quasi tutte calcistiche, ecco arrivato l’atteso dietro front. Riassumiamo: mercoledì 30 aprile l’Ufficio Sport e Benessere comunica che l’Arena sarebbe stata interdetta all’atletica, con orari differenti ma assolutamente incompatibili con gli allenamenti degli atleti, nei giorni: 2 maggio, da lunedì 5 a venerdì 9, da martedì 13 a venerdì 16, da lunedì 19 a mercoledì 21, venerdì 30 maggio, per un totale di 14 giornate. Un’assurda follia.

 

Pazzia che ha contagiato anche la presidente di Fidal Milano Sabrina Fraccaroli, che aveva immediatamente dichiarato che sarebbe entrata comunque all’Arena per allenarsi. Il minacciato gesto aveva già raccolto numerose altre adesioni tra il mondo dell’atletica milanese. Gesti eclatanti a parte, oggi l’intervento chiarificatore tra la presidente Fraccaroli e il Comune ha portato a una soluzione ben più ragionevole, l’unica possibile: sono sospesi (quasi) tutti i giorni previsti di chiusura. Dal momento che si tratta principalmente di ragioni di convivenza tra calcio e atletica, il Comune ha deciso che “isolando il campo di calcio con le transenne può essere resa usufruibile la pista di atletica e la pedana salti posta sul rettilineo opposto alla tribuna centrale nei giorni: 5, 6, 13, 14, 15, 16, 19, 20 e 21 maggio”. Soluzione tanto ragionevole quanto facile da prendere, così anche questa volta torna la domanda: ma non ci si poteva pensare subito?.

 

Al momento non è ancora stata risolta la questione relativa alle giornate del 7, 8 e 9 maggio, impegnate dall’Aics: restiamo in attesa di una risposta a breve dall’interlocutore.

 

Che dire? Tutto è bene quel che finisce bene. Sperando che sia finita definitivamente qui.

 

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