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intervistaNicole Reina, Filippo Tortu, Ilaria Verderio. Sono questi i tre nomi che hanno catalizzato l'attenzione dei CampionatiI Italiani Allievi di Rieti, conclusi domenica 22 giugno 2014 dopo tre giorni di gare appassionanti e di risultati che, se sapranno dare gli sperati frutti, fanno guardare con un po' più di fiducia al futuro della nostra atletica. Dato che abbiamo la fortuna di avere, qui a Milano, i tre talenti più fulgidi del movimento giovanile, ne abbiamo approfittato per scambiare quattro chiacchiere con i loro allenatori: Rieti e Nanchino, sede dei Giochi Olimpici Giovanili, i temi caldi di cui discutere.

 

rieti2014-reinaNicole Reina è stata l'unica atleta capace di far doppietta (2000 siepi e 3000) ai Campionati Italiani Allieve. Se il bis non era così difficile da pronosticare, la ragazza del Cus Pro Patria Milano lo ha realizzato a modo suo, ovvero con un primato nazionale. Quel 6:37.85 rappresenta la fine di un lungo inseguimento che l'allieva di Giorgio Rondelli ha iniziato il 24 aprile 2013 sulla pista amica del XXV Aprile di Milano, ovvero fin dal debutto sulla distanza. Se tanta è la gioia per la vittoria con primato di venerdì 20 giugno, c'è meno soddisfazione per la condotta dei 3000 metri, chiusi in 9:45.01 (una ventina di secondi sopra il PB) dopo una partenza al fulmicotone e in solitaria che difficilmente avrebbe potuto portare al nuovo primato di categoria (9:22.8 di Cristina Tomasini nel 1975). «E' partita a un ritmo superiore al record italiano, passando addirittura in 2:25 agli 800... Questo è ancora un po' un retaggio dell'attività che faceva da Cadetta quando partiva a tutta e andava a vincere. Comunque sia, incameriamo il nono titolo italiano, probabilmente il meno esaltante». Al di là di strategie e condotte di gara da affinare, resta ora una buona parte di stagione agonistica da affrontare. «Le gare a cui sicuramente Nicole parteciperà sono i Campionati Italiani Assoluti nelle siepi, il Campionato Italiano di corsa su strada e le Olimpiadi Giovanili di Nanchino - spiega Rondelli - In mezzo forse il meeting di Nembro e forse, venerdì, un 3000 siepi a Uster in Svizzera, dove sicuramente ci sarà una Elisa Cova in ottima forma». Da qui a Nanchino, la strada passa per lavori non troppo impegnativi e usuranti per il talento di Novate Milanese. «Dopo le selezioni per le Olimpiadi Giovanili di Baku Nicole ha svolto solo due lavori in pista alla settima, per il resto tutto lavoro organico e salite». Attendiamo fiduciosi le prossime gare.

rieti2014-tortuFilippo Tortu (Riccardi Milano) a Rieti si è tolto la soddisfazione, con il suo PB portato a 21.42, di superare nelle liste all time di categoria Pierfrancesco Pavoni, uno che in fatto di talento giovanile ha da insegnare a tutti (argento nei 100 mt ai Campionati Europei di Atene 1982 quando era ancora junior). E' il papà-allenatore Salvino a raccontare la gara corsa sulla pista blu dello stadio Guidobaldi «A Rieti ha corso male la curva per paura di toccare la riga, ha avuto un piccolo sbandamento quando ha piegato la testa per controllare la posizione del piede. Lì ha perso sicuramente un decimo anche se poi si è disteso benissimo nel rettilineo». Proprio in quel rettilineo finale sta la chiave della preparazione che Filippo sta seguendo sulla pista di Besana Brianza. «A Baku Filippo ha trovato delle condizioni meteorologiche molto difficili, caldo e umido: è tornato dimagrito di 3 kg. Ora va preservato il più possibile e tenuto tranquillo a livello neuromuscolare. Stiamo continuando a lavorare sulla tecnica di corsa e sulla rilassatezza, Filippo ha un grande talento nell'apprendimento tecnico. Adesso la parola d'ordine è deconcentrazione, che consente di fare meno fatica in allenamento e di scaricare meglio la forza a terra: puoi avere tutta la potenza che vuoi ma se non la scarichi bene non vai da nessuna parte. Niente pesi né lavori lattacidi, solo palla medica e lavori a velocità decrescente». Il calendario agonistico di Filippo non prevede la partecipazione agli Assoluti, se non con la staffetta 4x100, si va dritti fino a Nanchino. «Dopo la Cina gli chiuderò le scarpe in una cassetta di sicurezza e lo lascerò giocare per un mese» ha promesso il paterno coach.

rieti2014-verderioIlaria Verderio (Pro Sesto Atletica) continua la sua lunga scia di primati e prestazioni che finiscono dritti negli annali di categoria. Dopo lo strepitoso 53.86 del primato italiano Allieve dei 400 metri realizzato a Baku, sulla pista di Rieti la milanese di Trezzano Rosa (quale miglior paese per un talento dell'atletica femminile) ha realizzato un fenomenale 58.53, seconda prestazione all time per un'Allieva. Il record appartiene a un altro talento fenomenale degli anni '90, quella Virna De Angeli che fu argento junior ai Mondiali di Barcellona 1994 e olimpionica ad Atlanta '96 (e tanto altro). Questo ritorno alla grande sugli ostacoli, il suo primo amore dove detiene ancora la miglior prestazione Cadette nei 300 hs, non ha del tutto stupito il coach Paolo Prestipino che non nasconde che il risultato di Rieti era piuttosto atteso. «Ce lo aspettavamo, ha lavorato bene sulla ritmica in questo periodo. Prima per andare più veloce tendeva ad aumentare il passo, ora ha imparato a mantenere la stessa ampiezza». E con una base veloce come la sua tutto ora diventa più facile. I Giochi di Nanchino però non sono un obiettivo da finalizzare all'estremo. «Ora Ilaria si riposerà una settimana, magari anche due, poi a luglio riprenderemo gli allenamenti. Niente Campionati Assoluti, invece andrà al campus in montagna con l'oratorio perché ci tiene molto. Lì si allenerà insieme anche a mia figlia (Maddalena, brava mezzofondista reduce dagli Italiani di Rieti, ndr). Poi ad agosto riprenderà ad allenarsi in pista». Insomma, un'estate piuttosto normale per una quindicenne che si allena non più di cinque volte a settimana ma che rappresenterà l'Italia ai Giochi Olimpici Giovanili. «Non dobbiamo precorrere i tempi con questi atleti giovani, forse li stressiamo troppo. Siamo pieni di talenti ma poi in nazionale mggiore facciamo fatica: forse abbiamo un problema, oppure i problemi sono tanti». Il confronto a vent'anni di distanza con la De Angeli viene naturale: in fondo anche la comasca demoliva primati sia sul piano che sugli ostacoli. «Virna è un buon riferimento - concorda il professor Prestipino - Ilaria forse è meno meno potente ma è più elastica e più forte a livello organico, con un rapporto peso-potenza molto vantaggioso». Se son rose, a Trezzano Rosa sicuramente fioriranno.

foto Fidal/Colombo

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