Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sulle pagine di questo sito. Per vedere quali cookie utilizziamo e quali sono di terze parti visita la nostra pagina dedicata. Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

1arena 2XXVAPRILE

ben johnson lodiQuando mai si è vista un’intera pagina della Gazzetta dello Sport dedicata alla fase regionale di Lombardia dei Campionati di Società? Mai credo. Eppure Lodi (che fa parte del Comitato Provinciale Fidal Milano) e le sue belle gare femminili di ieri, sabato 9 maggio, si è guadagnato un tale onore. Merito delle buone prestazioni delle nostre milanesi Sara Balduchelli, Giulia Riva o Ilaria Verderio? No, merito (o colpa) di Ben Johnson. Sì proprio lui, il dio canadese della velocità degli anni ’80 caduto dall’olimpo sotto il peso del doping, tre giorni dopo essersi messo al collo l’oro olimpico (con primato mondiale 9.79) dei 100 metri di Seul ’88. Tra lo stupore di pochi e l’indifferenza di molti, ieri il canadese è comparso in tribuna a Lodi (sopra nella foto Fidal Milano) e il lesto giornalista della rosea Simone Battaggia presente alle gare (un caso?), oggi ha piazzato lo scoop a pagina 49. Ben Johnson era a Lodi a seguire la sua atleta Alina Cravcenco(nella foto sotto) velocista moldava in forza all’Atletica Brescia 1950. Sì, Ben Johnson ora fa l’allenatore di atletica e sembra sia solo concentrato su Alina. Anche noi eravamo presenti a Lodi (un caso?) e abbiamo incontrato atleta e allenatore, tant’è che appena uscito l’articolo della Gazzetta Alina Cravcenco ci ha contattato per puntualizzare qualcosa.

alina cravcenco«Ma quale badante, io non ho mai fatto la badante! Io mi alleno due volte al giorno, sono un’atleta professionista». Infatti nel pezzo della Gazzetta si sostiene che Alina faccia la badante e anche l’atleta, ma le cose non stanno esattamente così. E visto che “scripta manent” soprattutto se la fonte è l’autorevole Gazzetta, meglio mettere subito in chiaro i fatti. «Non faccio la badante, mi alleno la mattina e il pomeriggio: come farei a lavorare?». In effetti stiamo parlando con l'attuale migliore velocista della Moldavia (o Moldova), nata il 3 gennaio di 26 anni fa a Leove, città a un centinaio di chilometri dalla capitale Chișinău. Da quasi quattro anni vive stabilmente ad Altopascio, in provincia di Lucca, ma non è sempre stato così. «I miei vivono a Lucca da oltre 10 anni, io ho fatto avanti e indietro con la Moldavia per lo studio. Prima il liceo e poi la laurea in giurisprudenza». Finiti gli studi, da circa 4 anni ha messo radici nella casa dei genitori, dove vive anche la sorella e le due figlie, dedicandosi solo all’atletica. «Corro da 11 anni e sono sempre stata tra le migliori del mio paese». In Italia gareggia per l’Atletica Brescia 1950 perché a Lucca c’è una squadra maschile forte ma niente in rosa alla sua altezza. Gli scambi di atleti tra Brescia e Lucca sono una consuetudine di vecchia data. Nel 2013 il suo miglior tempo nei 100, 11.60 (il primato moldavo è 11.58 di Irina Grigoryeva nel 1985), quest’anno è arrivato il pb nei 60 indoor con 7.46 (primato moldavo 7.42 di Lilia Mocanu nel 1990). Campionessa moldava indoor quest’anno, ha anche vestito la maglia della nazionale in occasione dei Campionati Balcani Indoor di Istanbul. «Di recente non ho fatto altri campionati internazionali perché non ho partecipato ai Campionati Moldavi e se li salti non vieni convocato in nazionale. Anche da voi è così, giusto?» Beh, non sempre...

Il suo allenatore è stato Mihail Cravtov prima dell’arrivo di Ben Johnson. Vogliamo chiarire un po’ la questione Johnson allenatore? «Non ho molto da dire, Ben è il mio allenatore e basta. Non certo dall’autunno scorso come hanno scritto sul giornale, da più tempo». Da quanto però Alina non lo vuole dire: lei e Johnson sono un muro sulla questione, l’abbiamo visto anche ieri a Lodi con Big Ben che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. «Non voglio dire niente su questo, posso solo dire che sono una persona fortunata ad aver incontrato Ben». Incontrato come? Niet anche qui. Johnson però deve aver preso molto seriamente la sua atleta visto che la segue in entrambi gli allenamenti quotidiani. Possiamo almeno sapere se Ben parla un po’ italiano visto che da tempo è nel nostro paese? «Sì qualche parola, quando parla con i miei genitori, con mia sorella, o quando gioca con le mie nipoti. Si diverte tantissimo con la piccolina di tre anni. Lui dice sempre: "mamma mia!”» ride Alina che invece parla davvero bene la nostra lingua. Idiomi a parte, Alina e Ben hanno programmato i prossimi due anni agonistici. «Il 21 giugno sarò a Baku a correre nei Giochi Europei. Spero di fare il minimo per le Olimpiadi (11.32, ndr) già quest’anno: so che c’è tempo anche l’anno prossimo ma meglio togliere il peso subito». Quindi timone in direzione Rio, e Ben Johnson torna a sentire odore di olimpiade. Nel frattempo speriamo di scoprire qualcosa in più della nuova coppia “sportiva” Alina Cravcenco-Ben Johnson: dal mondo alla Toscana, andata e ritorno. Passando da Lodi.

DAVI.VIGA. 

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