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anselmo dimicheleUn gravissimo lutto ha colpito l'atletica milanese e non solo. Oggi si è spento a 83 anni Anselmo Di Michele, uno dei più grandi dirigenti del nostro sport. E' stato la guida della gloriosa Società Sportiva SNAM di San Donato Milanese, società leader tra gli anni '80 e '90, con i 9 scudetti consecutivi della squadra femminile (tra il 1990 e il 2001) e con la squadra maschile per anni la migliore delle società civili. Sotto la sua guida sono cresciuti atleti come Fiona May e Gennaro Di Napoli, per dire solo delle massime punte.

Nato a Pescara, arrivò a San Donato Milanese nel 1962 per lavorare ala SNAM con una laurea in economia in tasca. La sua passione per l’atletica leggera fu prima come marciatore, poi come giudice di gara e poi dirigente. Fu anche consigliere federale a più riprese tra il 1973 e il 2004.

"E' stato il mio primo vicepresidente" ricorda con tristezza Sabrina Fraccaroli, per tre mandati alla guida di FIDAL Milano e oggi Consigliere nazionale. "Mi ha passato una piccola parte della sua grande esperienza federale e mi ha lasciato fare. Lo ricordo come una persona sempre presente ed estremamente lucida".

Da parte del presidente provinciale Paolo Galimberti, dal Consiglio e da tutto il Comitato milanese, le più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi 4 figli per la perdita di un grande uomo che ha fatto la storia dell'atletica leggera.

Comunicheremo appena possibile data e luogo delle esequie. Le esequie si terranno venerdì 17 marzo alle ore 10.30 nella chiesa di Santa Barbara a San Donato Milanese.


PS: sia concesso allo scrivente il personale ricordo di colui che fu il suo presidente negli anni di militanza in SNAM. Di Michele era il Presidente, l'uomo che si guardava da lontano con riverenza e rispetto per quanto faceva nell'atletica. Lo ricordo nel 1994 quando, ai Campionati Italiani junior nella sua Pescara, ci scorazzava in macchina dall'albergo allo stadio parlando della sua città. "E tu chi sei?" mi chiese guardando nello specchietto retrovisore. Glielo dissi. "Ah sì, sei l'unico che fa i 400" rispose: conosceva tutto dei suoi atleti. L'ho poi ritrovato venti anni dopo facendo lo scribacchino di atletica e, preso coraggio, mi sono presentato come suo ex atleta. Un sorriso gli ha illuminato il viso triste e stanco, ricordando però con piacere i gran bei tempi di una volta. Ne approfittai per invitarlo per un'intervista nella trasmissione Atletika, avevo tante cose da chiedergli. "Ora non me la sento, è appena morta mia moglie, magari più avanti", si scusò. Quell'occasione non si è più ripresentata purtroppo, devo tenere per me quelle domande senza risposta. Peccato, un motivo in più per rimpiangere la sua scomparsa. Buon riposo presidente. 

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