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centro pro patriaAria di novità in viale Sarca, periferia nord di Milano al confine con Sesto San Giovanni. Periferia fino a un certo punto visto che è la zona dove si trova l'università Bicocca, polo culturale e scientifico sorto dalle ceneri di quel che fu l'impero Pirelli. E le novità in questione arrivano proprio da quelle parti, da quello che era il centro sportivo della Pirelli e che oggi si chiama Centro Sportivo Pro Patria, dal nome della società che lo ha in gestione. E' notizia di un mese fa, all’inizio del dicembre scorso, che l'Università Bicocca, di concerto con il Cus Milano, si è fatta affidare dal Comune di Milano la concessione trentennale per la gestione del centro sportivo di viale Sarca, in accordo con il Cus Pro Patria Milano, l'attuale gestore, che ha rinunciato all'ultima parte della concessione. Una staffetta che libererà nuove risorse umane e finanziarie dalle vecchia e dalla nuova gestione. In termini pratici, questa passaggio di chiavi tra la Pro Patria srl (società che oggi gestisce l'impianto) e il Cus Milano (che lo gestirà per conto dell'Università Bicocca) significa soprattutto una cosa: nuove strutture sportive a disposizione per la città.

Ce ne parla Valerio Caso, consigliere del Cus Milano che ha seguito tutta la trattativa. «In questo periodo iniziale la Pro Patria srl continuerà a gestire il centro che gradualmente, nel giro di pochi anni, passerà al Cus Milano» ha spiegato. «La Bicocca ha però già predisposto degli investimenti per ristrutturare l'impianto perché ha bisogno di un bel restyling». E qui arrivano le buone notizie. L’università ha previsto investimenti per 7 milioni di euro, suddivisi in 5 lotti, e proprio il primo lotto di lavori (per una spesa di un milione di euro) coinvolgerà anche l'atletica. Tra le opere che si inizieranno già la prossima primavera c’è il rifacimento della pista del centro sportivo, attualmente inutilizzabile per fare veramente atletica. «Non sarà una pista per fare gare - misura infatti 370 mt circa con 4 corsie - ma sarà comunque importantissima per la zona perché sarà il punto di riferimento per chi vorrà fare atletica». Attualmente nel centro si svolge unicamente un'attività di avviamento all'atletica ma con la pista rimessa a nuovo potrà esserci un rilancio dell'attività di base ma anche di quella agonistica, unica struttura adeguata in quella zona della città. Tanti gli interventi che interesseranno tutta la struttura, dall'adeguamento normativo alla riorganizzazione degli spazi verdi passando per una nuova mensa. Tra i futuri progetti dell'Università c'è anche la realizzazione di una piscina polivalente (una spesa di circa tre milioni di euro) ma è già stata avanzata l'idea di allestire anche un rettilineo coperto per l'atletica, del tipo di quello previsto per il campo XXV Aprile. Chissà quale dei due sarà costruito prima...

Con la nuova gestione l'impianto non cambierà il suo nome (è tale dal 1985) così come il Cus Pro Patria Milano continuerà a operare a livello sportivo. La futura gestione del centro di viale Sarca sarà però basata sul modello già adottato dal Cus Milano per la gestione del campo Giuriati: «Il Cus fa una gestione amministrativa - spiega il consigliere Caso - ma poi nell'ambito di una politica sportiva promozionale che riguarda il range dell'età universitaria promuove le proprie iniziative». Iniziative che però tengono anche conto di un'altra finalità che il Cus si pone, ovvero il concetto che un impianto deve essere autonomo da un punto di vista finanziario. Questo fa sì che le attività dell'associazione vadano al di là dell'orizzonte universitario, come già succede appunto al campo Giuriati, oggi frequentatissimo, dove, per restare in tema di atletica, attraverso la società Aspes ci sono oltre 300 ragazzini che si avvicinano al nostro sport. «E' significativo - fa notare Valerio Caso - che laddove il Comune fatica a gestire gli impianti, il Cus Milano, con una politica diversa e con i contributi dell'università, cerca di rendere gli impianti autonomi dal punto di vista finanziario, ma soprattutto, attraverso la propria opera di sensibilizzazione, riesce a farli frequentare bene».

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