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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato dell'Atletica Monza diramato all'indomani delle grandi prestazioni del suo atleta di punta, il senegalese Mor Seck.


mor seckIl talento alla lunga non tradisce. Soprattutto se si accompagna alla costanza negli allenamenti e a forti motivazioni. Il mix perfetto, garanzia di successo, lo ha realizzato Mor Seck. Il ragazzo senegalese, tesserato da questa stagione agonistica con l’Atletica Monza, al Gran Premio Estivo del Mezzofondo di Trento del 15 luglio 2014, si è imposto nei 1500 metri con 3:38.88. Un  tempo di assoluto valore, che gli è valso il personale (il precedente era 3’40’’31) e il record nazionale del Senegal, già in suo possesso. E, chissà, probabilmente anche il minimo per partecipare ai Campionati del Mondo di Pechino 2015.

Lo straordinario risultato, ottenuto in una gara veloce con ben quattro atleti al di sotto della soglia dei 3:40, arriva come ultimo tassello di un periodo di grande forma per Mor. L’atleta africano, dopo un periodo difficile a causa di infortuni e problemi personali, infatti, è ritornato a risultati all’altezza della sua fama sia negli 800 che nei 1500 metri, le specialità del mezzofondo veloce da lui predilette. Lo dimostrano l’1’46’’55 sul doppio giro di pista, ottenuto al Meeting di Conegliano, avvicinato dall’1’46’’94 di Nembro ad inizio luglio e il 3’41’’37 sui 1500, fatto registrare poco più di un mese fa a Gavardo. Poi l’exploit nella gara di Trento, a cui il portacolori dell’Atletica Monza ha deciso di partecipare all’ultimo momento. «Sono riuscito a farmi tirare fino ai 1200 metri – racconta Mor, 29 anni a settembre – poi negli ultimi 300 ho fatto lo scatto giusto, quello che mi ha permesso di staccare gli altri e fare il mio record». Ma potrebbe non essere finita qui. «Sento di avere nelle gambe un tempo inferiore al 3:38.88 – afferma – dopo la pausa estiva del calendario Fidal, spero di migliorarmi ancora tra fine Agosto e inizio Settembre».

Niente male per un atleta che meno di un anno fa aveva pensato di smettere con l’attività agonistica. «Venivo da 3 anni difficili – racconta Mor – nel 2011 uno strappo, nel 2012 problemi seri al ginocchio e nel 2013 la morte di mio padre». Duri colpi alla capacità di allenarsi e migliorarsi. «Per fortuna amici che conosco da tempo, Marcello Pesenti in primis, mi hanno convinto che potevo dare ancora molto – continua – così ho deciso di continuare. Ho lasciato la mia vecchia società, il Cus Pro Patria Milano, sono passato all’Atletica Monza e ho cambiato allenatore (ora è seguito da Gianni Ghidini, che in passato è stato al fianco di campioni olimpici come Gelindo Bordin e Wilfred Bungei, ndr)». Le motivazioni e la convinzione nei propri mezzi sono ormai tornati. E si vede. Tanto che il mezzofondista senegalese, da 10 anni in Italia e in procinto di chiedere la cittadinanza nel nostro Paese, punta ad abbattere presto anche la sua migliore prestazione sugli 800 metri (1’45’’81). «Sento di poter scendere fino ad 1:45» afferma con sicurezza.

In attesa di vedere Mor l’anno prossimo in Cina con la maglia del suo paese, il Senegal, il mezzofondista dell’Atletica Monza potrebbe prendere parte anche alla prossima edizione dei Campionati africani, in programma a Marrakesh (Marocco) dal 10 al 14 agosto. «Ho già partecipato a quelli di Nairobi nel 2010 e di Porto-Novo nel 2012 – spiega – vedrò se essere alla competizione anche quest’anno». Ci sarà da fare i conti anche con altri impegni. Non solo sportivi. Mor, infatti, oltre ad allenarsi tutti i giorni sulla pista di Viale XXV Aprile a Milano, a due passi da dove abita, deve anche lavorare nel bar della Libreria Mondadori di piazza Duomo. «Purtroppo non vivo solo di atletica, come, invece, la maggior parte dei miei avversari più forti – racconta – così, da 5 anni a questa parte, dalle 7 alle 11 del mattino servo caffè e brioche ai clienti del centro di Milano». Nella sua vita, del resto, Mor ha fatto anche l’operaio su turni notturni. «Energia e tempo sottratti all’allenamento – afferma – ma bisogna accettare la situazione e non deprimersi. Io vado avanti perché ho capito che anche nello sport ci possono essere giornate bellissime seguite da altre pessime». La saggezza di un atleta vero.

Filippo Panza

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