carlo airoldi

Oggi, martedì 6 aprile, ricorre la Giornata Internazionale dello Sport per lo sviluppo e la pace. La celebrazione venne voluta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite in tempi recenti, nel 2013. La scelta del giorno, il 6 aprile, è stata scelta in quanto in quella data, nel 1896, ad Atene vennero inaugurati i primi Giochi Olimpici. Sì, proprio quelli voluti e "inventati" dal francese Pierre de Coubertin.

La giornata può diventare l'occasione per parlare (non se ne fa mai abbastanza) di un grande atleta milanese, uno che ha fatto davvero di tutto per partecipare a quei primi Giochi.

Lui è Carlo Airoldi, nato a Origgio nel 1869 e morto a Milano nel 1929. I destini dello sport hanno reso immortale Dorando Pietri, ma la storia di Airoldi non ha nulla da invidiare al carpigiano, se non la fama post olimpica.

Uomo forte e di grande resistenza, già vincitore di prove incredibili di corsa come la Milano-Torino o la Milano-Barcellona (altro che ultra marathon), Airoldi non si arrese quando seppe che l'Italia non intendeva partecipare ai Giochi di Atene. Con l'audacia di un Don Chisciotte del '900, decise che avrebbe raggiunto Atene a piedi, attraverso Serbia e Montenegro, per partecipare alla maratona. Sapeva di non avere rivali.

Lo sapevano però gli organizzatori greci. Al momento dell'iscrizione alla gara, Airoldi venne squalificato dalla competizione per il rimborso ricevuto dopo la vittoria alla Milano-Barcellona. Corse lo stesso fuori gara, ma venne fermato prima del traguardo e arrestato dalla polizia greca. A vincere, come noto a tutti, fu il greco Spiridon Louis.

Questa la sintesi di una vita sportiva incredibile, che però non ha reso giustizia all'uomo Carlo Airoldi. Consigliamo vivamente la lettura di un ottimo libro, "Il testamento del maratoneta: una storia vera", felicemente scritto da Manuel Sgarella. Per rivivere in prima persona il viaggio avventuroso verso Atene.

Anche Gianni Brera ha dedicato un suo scritto all'Airoldi: vale sempre la pena leggerlo (LINK).

Se invece volete scoprire l'incredibile mondo delle Olimpiadi antiche, ovvero quasi 1000 anni di sport ai tempi di greci e romani, consigliamo la lettura di "Olimpiadi. I primi mille anni" di Moses Finley e Henry W. Pleket.

DAVI.VIGA. 

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