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Come disse il saggio? "Dietro a Massimo Stano c’è un grande lavoro di squadra con Parcesepe e anche Gandellini, altro sestese doc". Il saggio è Ivano Brugnetti (intervistato da Walter Brambilla sul foglio "Trekkenfild"), oro ai Giochi di Atene 2004 nella 20 km di marcia, che così si è espresso sulla vittoria di Stano a Tokyo, suo degnissimo erede.

"Gandellini" è invece Alessandro Gandellini, ex ottimo interprete azzurro della marcia (argento in Coppa Europa e olimpico a Sydney 2000 e Atene 2004), che con Brugnetti condivideva allenamenti e gare a Sesto San Giovanni, sotto l'occhio vigile di Antonio La Torre.

Davvero c'è anche un po' di Milano nella vittoria del pugliese Massimo Stano? La strada parte da lontano, come sempre succede nella marcia. Gandellini è stato l'allenatore di Stano dal 2013 al 2016, facendogli fare un primo salto di qualità. Quando poi il marciatore è passato sotto la guida di Patrizio Parcesepe a Roma, per Gandellini c'è stato il ruolo di "advisor" nazionale della marcia. I rapporti sono necessariamente continuati.

"I tre anni di Massimo con me sono stati il suo percorso di formazione per l’atletica di serie a, che poi Parcesepe ha esaltato, migliorandone anche la postura" ha spiegato Gandellini. "Le vittorie di Massimo e Antonella Palmisano sono un'impresa dei ragazzi e di Patrizio". Eppure tutti riconoscono che intorno a queste due medaglie c'è stato un ambiente che ha dato il suo contributo.

"Come advisor io ho sempre dato il mio supporto, restando in contatto con Parcesepe e condividendo i lavori. Se devo trovare un merito, ho stimolato l'ambiente anche grazie ai miglioramenti del mio atleta Federico Tontodonati (1:20.12 quest'anno), e poi ci sono stati anche i progressi di Francesco Fortunato (che ha battuto Stano nell'incontro di Pobebrady, ndr). Questi risultati stimolano indirettamente le punte: c'è sempre una positiva rivalità che spinge a restare il numero uno. Anche ai miei tempi era così, con Ivano Brugnetti e Francesco Galdenzi".

Ambiente stimolante, condivisione e lavoro su giovani e fascia medio-alta. Questa la ricetta di Alessandro Gandellini, premiata con la vittoria di Tokyo. Per il futuro, questa resta la strada da seguire, secondo il tecnico sestese.

"Orsoni, Finocchietti, Cosi, Andrei: con loro possiamo lavorare per trovare altre punte. L'importante è essere sempre presenti, dal giovanile fino all'alto livello. Siamo un tutt'uno e tutto deve viaggiare insieme. Se immagino un panorama futuro vedo delle medaglie, certo, ma poi subito dietro un Francesco Fortunato nei sei, un Federico Tontodonati nei dieci, una Valentina Trapletti nei dieci, una Mariavittoria Becchetti cresciuta molto, una Eleonora Giorgi che si rilancia nella 35 km. Allora lì sì, così si capisce che si è davvero forti nella marcia".

foto Archivio Fiamme Oro: Alessandro Gandellini a sinistra, con Massimo Stano e Stefano Baldini

DAVI.VIGA.

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